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Kagami Biraki

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Il Kagami Biraki Ŕ una cerimonia giapponese molto antica, la prima testimonianza risale all'era Muromachi, ossia al XIV-XVI secolo. La ricorrenza precisa dell'evento cade l'undicesimo giorno del nuovo anno, sebbene per convenzione si festeggi la seconda domenica di gennaio. Letteralmente Kagami Biraki significa rompere lo specchio; l'espressione deriva dal rituale shintoista della apertura dello specchio, che rappresenta la rottura dell'immagine di noi stessi e del vecchio anno, per inaugurare l'arrivo di quello nuovo. L'usanza prevede che in occasione di tale festa ogni famiglia si disponga alla cerimonia preparando apposite decorazioni (okudokazari) che si pongono al centro della cucina e in prosimitÓ delle finestre, ed il tradizionale dolce di riso, Kagami Mochi, preparato con un impasto ottenuto lavorando riso bollito in un grande mortaio e "battuto" con un grosso martello di legno; da tale lavorazione risulta un impasto elastico, da cui si ottendono i dischetti che costituiscono il dolce.


Al dolce viene sovrapposta un'arancia (daidai), il cui nome significa letteralmente "generazioni" e rappresenta un buon augurio di perpetuazione della famiglia di generazione in generazione.

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La tradizione vuole che subito dopo la preparazione, la torta di riso venga offerta alla divinitÓ Toshigami, e solo in seguito, durante la festa del Kagami Biraki, venga consumata dai familiari. Per questa ragione oggi l'espressione Kagami Biraki Ŕ sinonimo di "rompere la torta di riso", la quale viene aperta appunto simulando il rituale religioso dell'apertura dello specchio.
Jigoro Kano, padre del Judo, riprese questo rito dalla tradizione e, per la prima volta, lo ripropose al Kodokan di Tokyo, ove il Kagami Biraki si celebra anche ai giorni nostri.

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